sabato 1 febbraio 2014

LA “T” MANCANTE + Ghiaccio e deserto

LA “T” MANCANTE

Come di solito al giovedì sera al FOTOCLUB ci si trova per visionare il lavori fotografici di soci ed ospiti, e questa settimana era un ospite, da Domodossola a intrattenerci con i suoi racconti di viaggio Andrea ROCCHiETTI, e ICELANDSCAPES il titolo della presentazione in programma a cui ha aggiunto l’OMAN suo ultimo viaggio.

                                     foto di Andrea ROCCHIETTI

L’ autore ci aveva già presentato l’Islanda nel periodo estivo, mentre stavolta ce la mostra in inverno, forse il periodo in cui pensiamo sia sempre immersa quest’isola; a prima vista mi è sembrata più “estiva” più “solare” questa esposizione,  era meno opprimente forse i luoghi visitati, e nonostante il problema della calibrazione del videoproiettore, il ghiaccio era vivo e gli ampi  panorami con la giusta “temperatura”.


                                             foto di Andrea ROCCHIETTI


Un’ autore, che come ribadito nella discussione dopo la proiezione, sta attento a ciò che fotografa e sta anche attento a come lo riprende, dietro alle sue immagini c’è un qualcosa, le foto sono pensate e pensare non è sinonimo di tempo, non vuol dire usare tempi lunghi. Il pensiero è veloce, è veloce se si è allenati a “pensare”, e ci si allena guardando quello che hanno fatto altri e ascoltando ciò che altri hanno detto o scritto.
Più o meno lo stesso vale per la parte riservata all'Oman, ma che come detto da Andrea non preparata al meglio in quanto necessita di aggiustamenti, da notare anche la parte"umana" con dei buoni ritratti di personaggi locali, come già ci aveva fatto vedere lo scorso anno in Sud America.

P.S.: Non si insrumental. Ed ecco la “T” mancante.



E’ poi comprensibile che alcuni, per esperienza, background, gusti  abbiano idee diverse ed è giusto che le espongano. Pertanto ecco la “recensione” della nostra giovane collaboratrice.



Ghiaccio e deserto

Trovo molto difficile recensire le due proiezioni di Andrea Rocchietti di giovedì 30 gennaio, anche se più la seconda della prima.
Premetto che mi ero creata grandi aspettative, che non è il mio genere, che il paesaggio tende a stancarmi e che il mio occhio fotografico è ancora molto acerbo.
Ma non per questo voglio cercare scuse, quindi a costo di risultare impopolare ritengo le foto sopravvalutate.
Iceland nell'insieme è stata piacevole, la mia voglia di andarci rimane intatta.
Avrei voluto sedermi tra i ghiacci a contemplare la natura in silenzio, evitando magari gli scatti troppo da vicino che a mio parere svalutano il paesaggio circostante.

                         foto di Andrea ROCCHIETTI

Molte istantanee, come spesso accade nei paesaggi realizzati bene, sembravano uscite da un tema di default di Windows, quindi quasi perfette.
Si vede chiaramente che Rocchietti è un fotografo viaggiatore, che sa usare la macchina fotografica, che ama i tempi lunghi in situazioni precise e che ha un ottimo uso del grandangolo, ma alcune immagini ravvicinate come per esempio delle pareti rocciose, le ho trovate quasi insignificanti.
Il mio scetticismo poi si è reso manifesto durante Oman, un reportage nel deserto che ho reputato a tratti bellissimo, a tratti ridondante, ripetitivo e noioso.
Questo forse perché per la legge del decanter, ovvero aspettare un po' prima di lavorare sulle proprie immagini, il viaggio affrontato lo scorso Natale aveva ragione di essere lasciato da parte per più tempo.
Ho apprezzato l'inserimento dell'elemento umano, sconosciuto nella precedente, ma assemblato un po' a caso con dei collage per evitare il fastidio di una foto orizzontale e subito dopo di quella verticale.
Un escamotage come un altro, è vero. Ma sinceramente ho preferito lo stratagemma adottato da Chiara Vallazza nelle foto di Parigi.
Se per l'Islanda ringrazio il non-uso dei Sigur Ròs, per Oman trovo banale la scelta soprattutto di Desert Rose (pur strumentale che fosse): è un po' come esporre immagini dell'Italia e buttarci sotto Funiculì Funiculà.
Alincez

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