LA “T” MANCANTE
Come di
solito al giovedì sera al FOTOCLUB ci si trova per visionare il lavori
fotografici di soci ed ospiti, e questa settimana era un ospite, da Domodossola
a intrattenerci con i suoi racconti di viaggio Andrea ROCCHiETTI, e ICELANDSCAPES
il titolo della presentazione in programma a cui ha aggiunto l’OMAN suo ultimo
viaggio.
foto di Andrea ROCCHIETTI
L’ autore ci
aveva già presentato l’Islanda nel periodo estivo, mentre stavolta ce la mostra
in inverno, forse il periodo in cui pensiamo sia sempre immersa quest’isola; a
prima vista mi è sembrata più “estiva” più “solare” questa esposizione, era meno opprimente forse i luoghi visitati, e
nonostante il problema della calibrazione del videoproiettore, il ghiaccio era
vivo e gli ampi panorami con la giusta “temperatura”.
Un’ autore,
che come ribadito nella discussione dopo la proiezione, sta attento a ciò che
fotografa e sta anche attento a come lo riprende, dietro alle sue immagini c’è
un qualcosa, le foto sono pensate e pensare non è sinonimo di tempo, non vuol
dire usare tempi lunghi. Il pensiero è veloce, è veloce se si è allenati a “pensare”,
e ci si allena guardando quello che hanno fatto altri e ascoltando ciò che
altri hanno detto o scritto.
Più o meno lo stesso vale per la parte riservata all'Oman, ma che come detto da Andrea non preparata al meglio in quanto necessita di aggiustamenti, da notare anche la parte"umana" con dei buoni ritratti di personaggi locali, come già ci aveva fatto vedere lo scorso anno in Sud America.
P.S.: Non si insrumental. Ed ecco la “T” mancante.
E’ poi comprensibile che alcuni, per esperienza, background,
gusti abbiano idee diverse ed è giusto che
le espongano. Pertanto ecco la “recensione” della nostra giovane
collaboratrice.
Ghiaccio e deserto
Trovo molto
difficile recensire le due proiezioni di Andrea Rocchietti di giovedì 30
gennaio, anche se più la seconda della prima.
Premetto che
mi ero creata grandi aspettative, che non è il mio genere, che il paesaggio
tende a stancarmi e che il mio occhio fotografico è ancora molto acerbo.
Ma non per
questo voglio cercare scuse, quindi a costo di risultare impopolare ritengo le
foto sopravvalutate.
Iceland
nell'insieme è stata piacevole, la mia voglia di andarci rimane intatta.
Avrei voluto
sedermi tra i ghiacci a contemplare la natura in silenzio, evitando magari gli
scatti troppo da vicino che a mio parere svalutano il paesaggio circostante.
foto di Andrea ROCCHIETTI
Molte
istantanee, come spesso accade nei paesaggi realizzati bene, sembravano uscite
da un tema di default di Windows, quindi quasi perfette.
Si vede
chiaramente che Rocchietti è un fotografo viaggiatore, che sa usare la macchina
fotografica, che ama i tempi lunghi in situazioni precise e che ha un ottimo
uso del grandangolo, ma alcune immagini ravvicinate come per esempio delle
pareti rocciose, le ho trovate quasi insignificanti.
Il mio
scetticismo poi si è reso manifesto durante Oman, un reportage nel deserto che
ho reputato a tratti bellissimo, a tratti ridondante, ripetitivo e noioso.
Questo forse
perché per la legge del decanter, ovvero aspettare un po' prima di lavorare
sulle proprie immagini, il viaggio affrontato lo scorso Natale aveva ragione di
essere lasciato da parte per più tempo.
Ho
apprezzato l'inserimento dell'elemento umano, sconosciuto nella precedente, ma
assemblato un po' a caso con dei collage per evitare il fastidio di una foto
orizzontale e subito dopo di quella verticale.
Un
escamotage come un altro, è vero. Ma sinceramente ho preferito lo stratagemma
adottato da Chiara Vallazza nelle foto di Parigi.
Se per
l'Islanda ringrazio il non-uso dei Sigur Ròs, per Oman trovo banale la scelta
soprattutto di Desert Rose (pur strumentale che fosse): è un po' come esporre
immagini dell'Italia e buttarci sotto Funiculì Funiculà.
Alincez



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