giovedì 29 maggio 2014

QUASI ALLA FINE


Penultima serata quella di giovedì scorso al FOTOCLUB e il compito di presentarci i suoi lavori è toccato a Manuela ANDREOTTI.

                                 foto di Manuela ANDREOTTI

Divisa in due parti la presentazione aveva come tema l’Architettura, con la A maiuscola in quanto per Manuela l’architettura parte della sua vita sia per motivi professionali che come hobby, la prima parte era un reportage dedicato a L'Unité d'Habitation de Marseille un progetto dall'architetto svizzero 
Le Corbusier, mentre la seconda parte era un breve viaggio per dare “uno sguardo sulle geometrie, sulle ombre, sulle textures degli edifici più recenti realizzati negli ultimi anni in Europa”.


foto di Manuela ANDREOTTI

La parte dedicata al fabbricato  di LC è stata preceduta da una spiegazione una piccola ed esplicativa lectio che ha permesso di capire “l’oggetto” ripreso, un tour tra i corridoi, gli appartamenti per giungere fino al tetto di questa unità abitativa risalente al periodo del primo dopoguerra.


                                 foto di Manuela ANDREOTTI

La seconda parte della proiezione, come già annunciato, un piccolo, ma ben fatto, giro tra le architetture moderne che la nostra autrice sa valorizzare con la luce e con le ombre che diventano oggetti solidi, tangibili, parte integrale della costruzione; anche per angoli visuali diversi da altri, e ripresi forse pragmatismo, ma “puliti”.
Brava, ancora una volta.

                                 foto di Manuela ANDREOTTI



Passione, conoscenza di ciò che si fotografa, e tecnica fotografica sono, in conclusione, quanto risulta dal lavoro di Manuela, un applauso è più che dovuto e la aspettiamo con nuovi lavori e nuove interpretazioni di luci, ombre che ci circondano


.
22 MAGGIO 2014



.

mercoledì 23 aprile 2014

APRI LA FINESTRA E ENTRA ARIA FRESCA ...

Esuberanza di una quindicenne, esperienza di una quarantenne, ma questa minuta trentenne piena di voglia di fare e carica di buone idee ha aperto una finestra e una ventata di aria fresca ci ha colpito.
Ieri era giovedì e come tradizione dedicato al FOTOCLUB, e ospite della serata  una giovane fotografa: Noemi MAZZUCCHELLI.
Tre i lavori, o meglio progetti, che la giovane autrice sta portando avanti, presentati in un'unica soluzioni di circa 6 minuti: “LEARN TO FLY”, “LIGHT” e “SOSPESI”.
Learn to fly

                                 foto di Noemi MAZZUCCHELLI

dove la forza del sogno ti porta in alto, ma la realtà ci lascia o ci riporta a terra, non solamente il sole o la luna ma piccole luci (Light) 

                                 foto di Noemi MAZZUCCHELLI

che creano atmosfere sognanti, piccole luci ir-reali che illuminano l'essenza dei soggetti; Sospesi 

                                 foto di Noemi MAZZUCCHELLI

poter fermare il tempo e con esso le idee, i sogni, le speranze …
Non resta che fare i complimenti a Noemi che ci ha mostrato immagini leggere che sembrano semplici come i salti rappresentati, ci ha mostrato che rappresentare i sogni sembra facile come sembra facile volare via.

Ancora brava e che questo non sia il solo nostro incontro, la aspettiamo con nuove emozioni e nuovi sogni.




.

PRIMAVERA

Sarà il cambio della stagione o sarà che non ci sono più le mezze stagioni sta di fatto che da un po’ non avevo molta voglia di scrivere.
Acclimatatomi un po’ di questa voglia è tornata, qualcuno sarà stato contento di non vedere più post, ma il viaggio deve continuare.
Lasciato il “Caos India” e il St. Patrick Day alle spalle, giovedì 20 marzo scorso un nuovo socio Gianfranco CORNA co Mar Rosso L’acquario di Allah ci ha portato in un mondo nuovo, non ricordo di aver mai visto foto subacquee al FOTOCLUB. Un lavoro onesto che intervallava fotografie della barriera corallina con filmati,  onesto perché  si capisce che per questo genere fotografico oltre ad una particolare e costosa attrezzatura e una preparazione fisica non normale in quanto si agisce in un ambiente non più tanto favorevole per noi mammiferi terrestri. La luce non si comporta come siamo abituati sulla terraferma, e anche l’equilibrio e la stabilità non sono ottimali.
Una sufficienza più che meritata, con la speranza di vedere altre presentazioni di questo mondo a noi cosi vicino, ma non molto accessibile.
Il giovedì successivo il debutto di Matteo NEGRI che da 2 o 3 anni frequenta il FOTOCLUB, un giro per Milano era il tema della presentazione, una passeggiata per questa metropoli amata e odiata, caotica, multietnica  e tanto altro.
Una presentazione che ci ha lasciati insoddisfatti in quanto, forse per inesperienza, diversi erano gli errori di inquadratura; inquadrature bidimensionali, specie nella parte ai brand della moda rendendo tutto come un catalogo di vendita.
Mi spiace, ma l’insufficienza sia da stimolo per i prossimi lavori, magari provando ad affrontare un tema (moda, people, luoghi, monumenti etc.) alla volta.

Passa una settimana e il giovedì successivo, il primo di aprile, è dedicato al “lightpainting” o Luce pennellata presso la sede un gruppo di soci si è ritrovato e cimentato in questo genere fotografico; certo è che questa come altre serate non servono per portare a casa immagini finite, ma per dare un input della tecnica e servirà  a chi vorrà approfondire questo o altri generi fotografici. 

Giovedì 10 aprile ospite del FC un giovane professionista della zona si è presentato a noi con due suoi lavori: Simone ZANNI.



LA MIA ISLANDA e NEPAL, la prima presentazione realizzata in due tempi, estate e inverno, un buon lavoro eseguito dall'autore con un occhio non solo rivolto al paesaggio ma anche a piccoli scorci di vita locale.

                            foto di Simone ZANNI


Di buona fattura il reportage, ma il montaggio confezionato da una terza persona ha dato un taglio “pubblicitario” alla raccolta di immagini; problema che non si è presentato nella seconda presentazione , anche se questa presentava anche qui una piccola pecca, Simone ha fatto questa volta (e per  la prima volta da quello che ho capito) l’assemblaggio delle immagini.



Questo sul Nepal era una carrellata sui volti della popolazione, bei ritratti ambientati, fatti con tecnica e una visione attenta sull'umanità dei personaggi ripresi, con aspetti della vita quotidiana, del lavoro e della religione di quella regione del mondo.



Troppo veloce il tempo di proiezione e un continuo zoomare sono la pecca di questo bel lavoro, sarebbe una buona idea rivederla correggendo il montaggio, perché è importante (il montaggio) fa parte del lavoro, è l’ordine del “discorso” e nonostante si diano a un’altra persona indicazioni, un canovaccio questa  seppur in piccola parte metterà una sua impronta in ciò che l’autore delle fotografie ha “visto”.
Comunque un bravo a Simone e a presto.
























sabato 15 marzo 2014

CAOS INDIA

Come tutti i giovedì la serata e' dedicata al Fotoclub e il 6 marzo era ospite Gabriele CROPPI, giovane professionista, pluripremiato, che più di una presentazione ha tenuto una lezione in cui lo stesso ci ha spiegato e mostrato che la fotografia non è un'arte a se stante, ma una continua influenza e contaminazione tra essa e musica, pittura, letteratura, politica e chi più ne ha più ne metta. E in fondo come si ottiene ha poca importanza ma ciò che veramente conta e' il risultato finale.
Una persona ligia all'assioma che più sono "bravi" più risultano preparati, disponibili e conta anche una buona dose di umiltà; un autore meritevole di essere seguito e apprezzato, e ringraziandolo speriamo di riaverlo come ospite altre volte.
Giovedì scorso era il 13 marzo e ospite, ancora dalla Fotocine di Domodossola dopo Antonio Fabbri, Mario Pasqualini e il sopracitato Croppi quasi a essere una invasione silenziosa, Ennio VANZAN con 3 proiezioni, che in pratica sono un solo reportage di un viaggio nel subcontinente Indiano a cavallo tra il 2011 e il 2012.
Una proiezione già vista lo scorso anno al foto club IKON di Baveno, e già allora non mi convinse e oggi ancora meno.
Ho avuto l'impressione che l'autore abbia preso tutti gli scatti, o quasi, fatti divisi per argomento è imbastito delle presentazioni su delle musiche locali come se le immagini fossero la cornice della colonna sonora e non il contrario; così da generare nello spettatore un caos aggiuntivo a quello vigente in India, con fotografie aventi tagli non curati, elementi di disturbo, immagini ripetitive al limite del noioso, forse è meglio scattare un po' meno; secondo il mio punto di vista un'immagine con queste caratteristiche ha meno forza a descrivere e raccontare le sensazioni che l'autore  vuole trasmettere, e' nascondersi dietro un dito dire che non curo la tecnica perché mi interessa il messaggio,fotografi di guerra (tanto per esempio) per quanto loro possibile stanno attenti a inquadratura etc ( CAPA docet).
So che vado contro corrente ma questo e' il mio pensiero, e forse serve anche a far discutere, ma lo sa il cielo quante volte ho sbagliato (e sbaglierò).


scritto in volo tra Italia e Irlanda, postato a Dublino addì 15 marzo 2014.
Buon San Patick Day a tutti.


N.B.: mi scuso di non aver inserito ne immagini ne link, ma in trasferta ...


.
















martedì 4 marzo 2014

"LA NEVE E’ A FUOCO"

Dopo una pausa di riflessione dove la domanda era se continuare oppure fermarsi, e la risposta è continuare con i miei pensieri, le mie idee le mie elucubrazioni. Detto ciò parliamo della serata di giovedì scorso, come al solito serata è dedicata al FOTOCLUB
dove come ospite, o per precisione semi-ospite in quanto iscritto sia alla Fotocine di Domodossola sia al Fotoclub Verbania, Mario PASQUALINI.
La presentazione in programma era intitolata “CIOTTOLI”, nuovo lavoro ma ancora con mezzi d’altri tempi il “Primoplan”. Prima di presentarci il tema della serata Mario ci ha proposto un excursus del suo percorso che lo ha portato a questa sua nuova fatica.
Due brevi presentazioni: la prima dedicata alla Valle Vigezzo con i panorami ordinati ben curati sia nel taglio che nella scelta della luce, pragmatici ma più espressivi di altri.

                         foto di Mario PAQSUALINI

La seconda sui fiabeschi fiori cari all'autore eseguiti con il Primoplan, un’ottica di altri tempi che Pasqualini è riuscito a capire e a addomesticare alle sue visioni.


                         foto di Mario PAQSUALINI

E proprio questa ottica e queste sue visioni l’hanno portato sul greto di un fiume e “guardando” questi ciottoli è riuscito a “vedere” questi forme e queste luci.
Belle le immagini dove i ciottoli sono un pretesto perché in fondo non sono loro il soggetto delle fotografie 

                         foto di Mario PAQSUALINI

sono il secondo piano, lo sfondo e la luce  i protagonisti  assoluti.
Vera è questa affermazione che la seconda parte , intitolata RITAGLI, è andare ancora più in profondità e estrarre dalle fotografie, con un’ operazione di taglio, altre immagini un po’ come voler addentrarsi ancora di più nello spazio lasciato dai sassi.

                         foto di Mario PAQSUALINI


Un buon mix di tecnica, ricerca e voglia di esprimere, veramente un buon lavoro questo di Mario a cui mi viene solo da fare un paio di domande: perché farci vedere e rivedere  le prime due presentazioni ? per fare da traino? Per accontentare i “tradizionalisti”? e poi quando vedremo un Pasqualini più sciolto, meno rigido più impressionista? Concludendo la strada intrapresa e percorsa è in continua ascesa, aspettiamo un nuovo capitolo da aggiungere a quelli già fotografati e che sia fedele a ciò che ha scritto “… ho guardato … e ho visto!

Come promesso il titolo è estrapolato dalla conversazione durante la preparazione della proiezione.

Mario PASQUALINI su FLICKR: http://www.flickr.com/photos/24322364@N02/


A giovedì prossimo con :


.


venerdì 7 febbraio 2014

Serata Giovedi

In un giovedì non piovoso la serata al FOTOCLUB vedeva come ospite Franco ROCCA .Socio più che prolifico si è presentato con due lavori “Esposizione di auto d’epoca” e “Istanti di vita quotidiana”.


                               foto di Franco ROCCA
                     

La prima presentazione ripresa a Ferrara durante, come il titolo spiega bene, una manifestazione di auto dei tempi passati, di questo lavoro buone le immagini dei particolari delle auto, mentre le altre foto mi parevano dozzinali, foto che fanno tutti,  dove il soggetto era confuso con mezzi personaggi e biciclette abbandonate, foto che si fanno per ricordo e nulla più. 
Come uscito dalla discussione durante la serata era da puntare proprio sui particolari, o da un diverso punto di ripresa.

                         foto di Franco ROCCA

Istanti di vita quotidiana una presentazione di street-photography, tutta in B/N (meno la penultima fotografia, e un giorno Franco ci spiegherà il perché) sicuramente più interessante della prima dove qualche immagine era curata e piacevole.  

                     foto di Franco ROCCA

Nelle immagini presentate si nota imprecisione; penso che la fotografia debba nascere nella testa dell’autore, il crop può servire in alcune occasioni, come a volte è meglio attendere prima di scattare affinché il soggetto sia nella posizione favorevole.

Attendiamo Franco alla prova del nove, con qualche scatto di meno e un poco più di riflessione nello scattare.


07 febbraio piovoso 2014

.

sabato 1 febbraio 2014

LA “T” MANCANTE + Ghiaccio e deserto

LA “T” MANCANTE

Come di solito al giovedì sera al FOTOCLUB ci si trova per visionare il lavori fotografici di soci ed ospiti, e questa settimana era un ospite, da Domodossola a intrattenerci con i suoi racconti di viaggio Andrea ROCCHiETTI, e ICELANDSCAPES il titolo della presentazione in programma a cui ha aggiunto l’OMAN suo ultimo viaggio.

                                     foto di Andrea ROCCHIETTI

L’ autore ci aveva già presentato l’Islanda nel periodo estivo, mentre stavolta ce la mostra in inverno, forse il periodo in cui pensiamo sia sempre immersa quest’isola; a prima vista mi è sembrata più “estiva” più “solare” questa esposizione,  era meno opprimente forse i luoghi visitati, e nonostante il problema della calibrazione del videoproiettore, il ghiaccio era vivo e gli ampi  panorami con la giusta “temperatura”.


                                             foto di Andrea ROCCHIETTI


Un’ autore, che come ribadito nella discussione dopo la proiezione, sta attento a ciò che fotografa e sta anche attento a come lo riprende, dietro alle sue immagini c’è un qualcosa, le foto sono pensate e pensare non è sinonimo di tempo, non vuol dire usare tempi lunghi. Il pensiero è veloce, è veloce se si è allenati a “pensare”, e ci si allena guardando quello che hanno fatto altri e ascoltando ciò che altri hanno detto o scritto.
Più o meno lo stesso vale per la parte riservata all'Oman, ma che come detto da Andrea non preparata al meglio in quanto necessita di aggiustamenti, da notare anche la parte"umana" con dei buoni ritratti di personaggi locali, come già ci aveva fatto vedere lo scorso anno in Sud America.

P.S.: Non si insrumental. Ed ecco la “T” mancante.



E’ poi comprensibile che alcuni, per esperienza, background, gusti  abbiano idee diverse ed è giusto che le espongano. Pertanto ecco la “recensione” della nostra giovane collaboratrice.



Ghiaccio e deserto

Trovo molto difficile recensire le due proiezioni di Andrea Rocchietti di giovedì 30 gennaio, anche se più la seconda della prima.
Premetto che mi ero creata grandi aspettative, che non è il mio genere, che il paesaggio tende a stancarmi e che il mio occhio fotografico è ancora molto acerbo.
Ma non per questo voglio cercare scuse, quindi a costo di risultare impopolare ritengo le foto sopravvalutate.
Iceland nell'insieme è stata piacevole, la mia voglia di andarci rimane intatta.
Avrei voluto sedermi tra i ghiacci a contemplare la natura in silenzio, evitando magari gli scatti troppo da vicino che a mio parere svalutano il paesaggio circostante.

                         foto di Andrea ROCCHIETTI

Molte istantanee, come spesso accade nei paesaggi realizzati bene, sembravano uscite da un tema di default di Windows, quindi quasi perfette.
Si vede chiaramente che Rocchietti è un fotografo viaggiatore, che sa usare la macchina fotografica, che ama i tempi lunghi in situazioni precise e che ha un ottimo uso del grandangolo, ma alcune immagini ravvicinate come per esempio delle pareti rocciose, le ho trovate quasi insignificanti.
Il mio scetticismo poi si è reso manifesto durante Oman, un reportage nel deserto che ho reputato a tratti bellissimo, a tratti ridondante, ripetitivo e noioso.
Questo forse perché per la legge del decanter, ovvero aspettare un po' prima di lavorare sulle proprie immagini, il viaggio affrontato lo scorso Natale aveva ragione di essere lasciato da parte per più tempo.
Ho apprezzato l'inserimento dell'elemento umano, sconosciuto nella precedente, ma assemblato un po' a caso con dei collage per evitare il fastidio di una foto orizzontale e subito dopo di quella verticale.
Un escamotage come un altro, è vero. Ma sinceramente ho preferito lo stratagemma adottato da Chiara Vallazza nelle foto di Parigi.
Se per l'Islanda ringrazio il non-uso dei Sigur Ròs, per Oman trovo banale la scelta soprattutto di Desert Rose (pur strumentale che fosse): è un po' come esporre immagini dell'Italia e buttarci sotto Funiculì Funiculà.
Alincez