sabato 3 marzo 2012


DOMANDE

1° marzo (auguri Daphne) un giovedì di domande, ecco cosa mi è rimasto della serata passata come tradizione al foto club, erano ospiti Antonio Fabbri e Antonio Lanza della Fotocine di Domodossola, ognuno  con tre proiezioni e già mi pongo la prima  domanda: perché tre?
Parte Fabbri con una serie interminabile di panorami di montagna, titolo “Lassù”, sorretti da una musica assillante di Schumann, fotografie fatte con una compatta di lusso come la G10 durante le sue lunghe e frequenti camminate per i monti dell’Ossola; immagini con i colori di queste zone non trattati, che con la musica a mio parere erano freddini.
Ha proseguito con una raccolta, non in senso lato della parola, di fiori che a me personalmente non ha evocato emozioni il titolo proponeva,appunto “Emozioni”, la colonna sonora di questo lavoro era “affidata” allo stesso Schumann. Domanda:perche non unirla alla precedente, naturalmente sfoltendole, e creare un ritmo meno tedioso?
Volti era il titolo di un “piccolo reportage su attori di strada …”, forse un poco distratto dalle prime due, mi fa sovvenire  un’altra domanda: non era meglio fotografare il pubblico?
Antonio Lanza, come già anticipato, anche lui ci ha presentato tre lavori, a dire il vero mastodontici, si inizia con “Quando la natura dipinge” e a giudicare dalle prime immagini non era niente male, ma (domanda) la natura sa dipingere solo quello e solo in quel posto? Perché cosi tante immagini simili, e perché andare in Brasile per vedere solo quello, senza contare ,che come ci è stato detto, questo lavoro e “Paura del nucleare” , sono stati fatti in analogico
Appunto di “Paura del nucleare” , penso delle sei proposte, a mio parere il più riuscito, anche se come per gli altri esposti, li immagini erano tenute in visione troppo tempo, forse perché la musica durava cosi a lungo (non si potevano trovare brani più brevi? O tagliare quelli prescelti ….)
Per “Santuari nel deserto” è già stato detto durante la serata  ciò che si poteva dire, mi è parso una sorta di time lapse statico! Pesante e prolisso.  Perché stare in un deserto a fotografare fino alla indigestione la stessa parete di calcare?
Anche per questo autore perché non unire le tre proiezioni in una dando ritmo e mettere in confronto l’arte della natura con la dis-arte dell’uomo?
Ecco alcune delle domande, che nei lunghi minuti di visione mi sono rimbalzate in mente, ci vediamo giovedì prossimo?
Programma del mese di Marzo:   http://www.fotoclubverbania.it/images/2012/documenti/2012-03-01-fotoclubverbania-programma-marzo.pdf

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