C'è
chi dice che partire è un po' morire, ma a volte anche tornare
... si perché in certi posti ci lasci un pezzo del tuo cuore
o meglio (o peggio ...) dall'anima.
Un
week end a Dublino, per essere
più precisi il week end della festa di S. Patrick festa
nazionale sentita fino all'inimmaginabile dagli Irlandesi.
Molte
le immagini che abbiamo ancora negli occhi: a parte la famosa parata
sulla O'Connell Street con bande, carri allegorici e personaggi,
come
dimenticare gli artisti di strada sulla Grafton Street dove uno di
loro intonava canzoni di ogni nazione e quando chiede ad alcuni
ragazzi da dove vengono alla risposta “Italia” parte con Io
vagabondo dei Nomadi e ti ritrovi a cantare anche tu ,indimenticabile
la dimostrazione coinvolgete di balli tradizionali vicino al Green
Park.
Il
pomeriggio di sabato, 17 Marzo S. Patrizio, alla Guinness Factory,
rivisitandola dopo anni, e ritrovarsi nel Gravity Bar con una pinta
di vera Guinness stout ammirando il panorama a 360° di una
Dublino illuminata,
città di giovani in continuo movimento,
dalle mille culture dove senti parlare tutte le lingue. E come
dimenticare Temple Bar, a sorseggiare una birra ascoltando musica
tradizionale assieme a moltissima gente, Dubliners e no, che dire
della vista dei più importanti edifici e ponti illuminati di
verde.
E
che emozione è passare la Festa del Papà con tua figlia
in questo fantastico paese.
Troppe
le immagini, troppe le emozioni, tantissimi i ricordi che si
accavallano, ma sicuramente siamo pronti per tornare e lasciare
un'altra piccola parte di noi in questa isola.





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