Dopo la pausa Irish rieccoci, innanzitutto mi spiace di non aver partecipato alla serata di visione di Tonino, ma come detto ero per altri lidi. Giovedì 22,invece, era ospite del Fotoclub Roberto BERNE' , uno stampatore molto conosciuto nell’ambiente, sia a livello nazionale che internazionale (ultimo suo lavoro le stampe della mostra di S Mc Curry tenutasi a Milano).
Lo stesso Bernè ci ha parlato del suo rapporto, quasi intimo, con le carte da stampa di come il suo lavoro debba essere principalmente capire e scoprire tutte le sfaccettature dell’autore di cui debba stampare una immagine, di come piccolissime sfumature possano valorizzare o meno una fotografia, di come sia più “facile” fotografare al giorno d’oggi con il digitale che ti permetta errori e correzioni che con la pellicola non si poteva (teoria su cui mi trovo più che d’accordo!). In pratica una persona preparata e soprattutto convinta di ciò che fa e di come lo fa, mi auguro che ci sia ancora la possibilità di incontrarlo perché no forse per farsi stampare delle foto.
Passata una settimana, il Giovedì successivo, tocca a Roberto TOIA
Roberto ci ha portato tre lavori, a primo acchito colpisce la mancanza di quel senso di angoscia con la sfocatura usata per far vedere ma non identificare luoghi o personaggi che la scorsa volta era prevalente, ora ci sono luoghi sempre chiusi, decadenti, fatiscenti ma che lasciano uno spiraglio per la linea spazio-temporale in cui viviamo.
ACHAB, visto come il male, è un viaggio alla ricerca nel nostro io per isolarlo ancora di più? Ma è veramente lui il male o ciò cui insegue?
Sono giorni che ci penso e ripenso e forse lo scopo del gioco è proprio questo, non abbandonare i nostri spazi, viverli e cercare in quelli che abbiamo lasciato all’oblio qualcosa che ci eravamo persi.
Resto ancora dell’idea che le immagini di Toja non siano da vedere come una presentazione,ma da guardare come quadri in cui ognuno abbia il suo "tempo" e il suo "spazio" per guardali.
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