Giovedì
doppio, la scorsa serata del 12 aprile, due autori erano presenti
Paolo
BARCIA e Claudio TRADIGO, da dati non confermati il più anziano e il
più giovane degli iscritti al FOTOCLUB VERBANIA.
Si
comincia con Barcia , per recuperare una serata saltata a causa neve,
ci fa tornare indietro nel tempo presentandoci una “proiezione”
con proiettore e diapositive, tanto indietro che una giovane ragazza
vedendo il proiettore chiede: “ cos'è quel coso?” … ma veniamo
alla proiezione Barcia ci presenta, come al solito ritratti
ambientati di ragazze, in tutti questi anni non ho mai visto altro
che questo tema svolto dell'autore, avrà mai fatto un panorama o
altro? Comunque dicevamo dei ritratti cosa dire che forse un poco per
l'età i tagli sono un poco retrò, rimasti agli anni 70/80, le pose
delle modelle statiche e il poco se non pochissimo uso del diaframma
per le sfocature degli sfondi e non per ultimo la mancanza di luce
negli occhi, un bel taglio un bel modello sono vanificati da occhi
spenti, senza luce senza “anima”. Da ammirare in Barcia la
costanza e la volontà che lo accompagnano in questo hobby.
Il
secondo autore, il giovine Claudio TRADIGO ha mostrato una
presentazione di immagini eseguite con macchie vetuste come una
Bencini, una fotocamera a soffietto e una Rollei. Sicuramente se la
cava meglio con le immagini che con le parole, poche le foto che ci
ha mostrato, ma abbastanza per mostrarci la sua vena, una proiezione
piacevole con una parte con immagini “classiche” del lago e di
angoli di città, un appunto che mi sento di fare è di eliminare
simboli troppo tecnologici (parti di automobili parcheggiate o
cartelli per esempio), ma è nella seconda parte quella in cui la
sua anima da young street boy è uscita allo scoperto, fondendo
l'uso di macchine e pellicole in disuso con elementi proprio della
cultura street. Resta da chiederci se questa è una strada intrapresa
per moda, per trasgressione o per reale convinzione e come disse il
poeta ai posteri l'ardua sentenza.
Da
ammirare in tutti e due gli autori l'uso di pellicole che ti spingono
a pensare un poco di più del digitale in quanto si ha a disposizione
un numero limitato di colpi, e le diapositive non permettono più
correzioni, ancora un po' effettuabili scansionando i negativi come
usa Claudio.
@ the
next time
P.S.
Ieri pomeriggio sono stato all'inaugurazione della mostra di fine
corso del IKON Foto Club BAVENO circa una ventina gli allievi che
esponevano, d a parte del club un buon lavoro, riconosciuta è la
bravura del presidente Andrea Cerutti e dei suoi collaboratori.;
tornando ai lavori esposti tecnicamente, a prescindere da piccole
imprecisioni , nulla da dire poco invece mi hanno impressionato le
immagini ma si sa la creatività non si insegna, quindi attendiamo
gli autori a prossime prove quando avranno acquisito l'occhio e la
dovuta criticità.


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